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Ti preoccupi per qualcuno?

Se pensi che un’amica, una figlia o una collega subisca violenza: cosa dire, cosa non dire, come aiutarla senza metterla in pericolo.

Se pensi che una persona a cui vuoi bene subisca violenza, il tuo aiuto conta. Più della metà delle donne che si rivolgono a un centro antiviolenza ne aveva già parlato con un’amica o un parente; nelle isole, più di sette su dieci.Fonte 1

Istat 2024

7 su 10

Nelle isole, le donne arrivate a un centro antiviolenza ne avevano già parlato con un’amica o un parente.

Cosa puoi fare

  • Ascoltala e credile. Non servono risposte: serve che si senta presa sul serio.
  • Dille che non è colpa sua. Chi le fa del male le ripete spesso il contrario.
  • Rispetta i suoi tempi. Uscire da una relazione violenta è difficile e va preparato: decide lei quando e come.
  • Accordatevi su un segnale. Una parola o un messaggio che, se arriva, vuol dire «chiama il 112».
  • Se te lo chiede, tieni per lei una copia delle chiavi e dei documenti importanti.
  • Dalle i numeri giusti: il 1522, gratuito, giorno e notte; il nostro sportello, 389 537 9046.

Cosa è meglio non fare

  • Non dirle di andarsene. Potrebbe sentirsi giudicata e smettere di parlartene.
  • Non chiederle perché resta. Paura, figli, soldi, casa: da fuori non si vedono.
  • Non affrontare chi le fa del male. Metteresti in pericolo lei, e anche te.
  • Non scriverle di questo su un telefono che altri possono controllare. Parlatene a voce, o dove lei ti dice che è sicuro. Come usare il telefono senza lasciare tracce.

Se è in pericolo adesso

Emergenza

112

Anche senza la certezza di cosa stia succedendo.

Chiama il 112. Se senti urla o rumori di violenza da una casa vicina, chiamalo anche se non sai con certezza cosa stia succedendo.

Se riguarda una bambina o un bambino

Chiama il nostro sportello: ti aiutiamo a capire cosa fare e a chi rivolgerti.

Pensa anche a te

Stare accanto a chi subisce violenza pesa. Puoi chiamare lo sportello anche per te: ti diciamo come muoverti e chi può intervenire.

Questi consigli riprendono quelli di Refuge, l’associazione britannica contro la violenza domestica.Fonte 2

Fonti

  1. Istat, I Centri antiviolenza e le donne che hanno avviato il percorso di uscita dalla violenza, anno 2024, sito esterno, tavole in appendice, Tavola 3. Torna al testo
  2. Refuge, «Supporting someone you know who is being abused», in inglese, refuge.org.uk, sito esterno. Torna al testo

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